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Nino Oliviero
Artista purissimo della musica napoletana, ha lasciato un ricordo incancellabile
con la sua personalità e le sue composizioni. Nato a Napoli alla fine della Grande
Guerra, mostrò fin da bambino un talento musicale assolutamente fuori del comune.
Fu la madre ad intuirlo per prima e a fargli costruire, a soli cinque anni, un "quartino",
cioè un minuscolo violino adatto alle sue manine di bimbo. Lo fece di nascosto del marito,
che non avrebbe forse capito, in quell'epoca sofferta, il motivo di incoraggiare una scelta
dopotutto dal futuro incerto, quella della musica.
Dopo solo un paio d'anni di studio il piccolo segreto fu svelato. Il padre fu condotto (di
malavoglia) a un saggio musicale di bambini, e rimase letteralmente di stucco quando vide il
suo piccolo Nino in scena ad eseguire una dolcissima Serenata per violino solo. Da quel
momento partì la grande carriera musicale di Nino Oliviero. Il giovane talento arrivò al
diploma a soli sedici anni. Lo conseguì (col massimo dei voti) in uno dei più prestigiosi
Conservatori di Musica italiani, San Pietro a Majella, ed ebbe come esaminatore un grandissimo
artista, Francesco Cilea, l'autore dell'Arlesiana.
Contemporaneamente si iscrisse all'Università Orientale di Napoli e iniziò a comporre le prime
canzoni, vincendo, con "Primmavera", il 1° premio al Concorso di Piedigrotta . Questo successo
lo fece entrare nel novero dei giovani artisti di talento, il che gli permise di iniziare a
frequentare i circoli culturali e musicali più importanti della città. Impareggiabile maestro
d'arte e di vita fu per lui Libero Bovio, uno dei più grandi poeti della storia di Napoli
(autore, fra l'altro, di "Reginella", 'O paese d' 'o sole", "Zappatore"), che era solito aprire
la sua casa ai giovani artisti di talento, cui trasmetteva, con impareggiabile arguzia, arte e cultura.
E nacquero altri pezzi, sempre ispirati da un sentimento caldo e profondo, e dominati dall'amore per
la sua città: "Suspirata", "Tristezza 'e vierno", su versi del grande Ferdinando Russo (canzoni che furono
incise anche da Vittorio De Sica).
Poi venne il buio della nuova guerra, e Nino si ritrovò soldato. La disfatta, lo sfascio del Paese e
finalmente l'inizio di una nuova pace e una nuova era. Nel 1945 il giovane artista (da poco sposato)
decise di trasferirsi a Roma, città che prometteva lavoro più concreto della Napoli devastata. Trovò
impiego alla FIAT, un mestiere stretto per un talento libero come il suo. Ma anche lì riuscì ad applicare
la sua smania creativa componendo, per il lancio dell’ultima Topolino, una canzoncina pubblicitaria
("La 500 C"). Passò un anno e finalmente giunse la prima occasione: l'editore Leonardi credé nel giovane
musicista, il quale abbandonò l’impiego per entrare a far parte della società Leonardi, riuscendo a
coronare il suo sogno. Nacquero tante altre belle canzoni, "Non conosci Napoli", "Il pianino è partito
da Napoli", "Povero ammore mio", fino ai primi veri grandi successi, "Nu quarto 'e luna", con versi di
Tito Manlio, "Quanno staje cu mme" (versi e musica), "'O ciucciariello", scritto con l'amico Roberto Murolo,
"Giuvanne cu 'a chitarra", con Stefano Canzio. Da allora la carriera di Nino Oliviero è stata travolgente e luminosa.
Spinto da una vena compositiva strepitosa e inesauribile, iniziò a comporre colonne sonore per film dell'epoca
("Domenica d'agosto", "Canzone appassionata", "Cuore di Mamma", “Napoli, sole mio", tratto da una sua bellissima canzone).
Nel '62, infine, il regista Gualtiero Jacopetti (col quale già collaborava, musicando un celebre cinegiornale dell'epoca,
"Ieri, oggi, domani") gli affidò la colonna sonora del suo novo film, "Mondo cane", che ebbe uno straordinario successo
in tutto il mondo, grazie anche alla colonna sonora di cui un brano (ribattezzato in America "More"), ottenne nel 1963,
per la prima volta per un musicista italiano, la 'Nomination' al mitico Premio Oscar.
Ormai Oliviero era un musicista di fama internazionale. Vinse il prestigioso Premio "Grammy" (l'Oscar americano per
la musica), e continuò a comporre colonne sonore di successo ("Mondo Cane 2", "Una moglie americana" con Ugo Tognazzi,
"La moglie giapponese" con Gastone Moschin, fino ad essere prescelto dal grande Vincent Minnelli per musicare il suo
ultimo film "Nina", con Liza Minnelli e Ingrid Bergman. Tutto questo senza mai tradire il suo cuore napoletano.
Una malattia pose prematuramente fine, a poco più di 60 anni, alla vita e alla carriera di questo straordinario musicista,
capace di emozionare profondamente con la sua personalità quelli che hanno potuto conoscerlo, e con la sua musica quelli
che hanno potuto soltanto ascoltarlo.
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